| |
LA PRATICA SPORTIVA. Lo
sport esercita sensibili influenze sulla salute di coloro che si
dedicano a esso: un impiego equilibrato delle energie individuali
favorisce l’affinamento e la valorizzazione non solo di potenzialità
di ordine fisico (quali la forza, la resistenza, la velocità,
l’attività respiratoria), ma anche di natura psichica (come la
prontezza di riflessi, la padronanza di sé, l’abnegazione). Si
tratta di influenze nettamente positive in presenza di attività
sportive equilibrate e rispondenti alle possibilità reali di chi le
svolge; ma, di converso, negative nei casi di eccessi e di attività
non appropriati. Da qui il ruolo decisivo sia degli istruttori
tecnicamente qualificati, sia della medicina sportiva. Nei Paesi più
sensibili ai problemi dello sport di massa si dedica un debito
spazio alle misure tecniche e preventive: dalla preparazione degli
istruttori, alla prevenzione contro gli infortuni, all’educazione
sanitaria degli sportivi, per la quale ultima riveste particolare
importanza la divulgazione di orientamenti dietetici corretti.
Un’assistenza di questo tipo viene realizzata in modo sistematico
nelle associazioni professionistiche e presso quelle
dilettantistiche nazionali; essa andrebbe generalizzata in modo
capillare, data l’evidente importanza che riveste ai fini della
preparazione degli atleti. Tale preparazione consta, inoltre, di
esercizi ginnici propedeutici spesso anche di sperimentazione
diretta, ma pur sempre in chiave di esercitazione, dell’attività
sportiva da intraprendere. Anche gli allenamenti risultano di
efficacia certa e consistente solo laddove vengono compiuti secondo
una programmazione rigorosa sotto la guida di personale
specializzato. Molti sport non si prestano a essere praticati a
regola d’arte senza il supporto di idonee attrezzature, di tipo
logistico (dalle palestre agli stadi, alle piscine) e di tipo
strumentale (dal vestiario più adatto al palio- ne regolamentare,
dalla conformazione della bicicletta a quella degli sci). Anche
sotto il profilo della quantità e della qualità ditali attrezzature
la distanza fra l’area dello sport professionale e dilettantistico
più sofisticato, da una parte, e dello sport di massa dall’altra, è
in gran parte delle nazioni (soprattutto in Italia) eccessiva;
inoltre, la prima di tali due aree deve sottostare alla logica
dell’interesse e dello spettacolo. Resta, in proposito, da
sottolineare la sensibile influenza, in termini di massima
esaltazione della dimensione spettacolare, dei mezzi di
comunicazione di massa, a cominciare da quelli televisivi. Sotto un
certo aspetto si tratta di un influsso deteriore, in quanto concausa
del diffondersi di una concezione passiva, ai danni di una visione
attiva, dello sport Questo viene più facilmente inteso quale oggetto
di “tifo” e non di pratica diretta e quale stimolo a manifestazioni
esasperate e irrazionali di entusiasmo e di partigianeria spesso
gratuita. Inoltre diventa fonte di dirottamento da modalità di
impiego del tempo libero più creative e arricchenti: ne è esempio
guardare una competizione alla TV invece di usare la domenica per
coltivare gli affetti familiari e amicali, gli interessi culturali,
lo stesso sport in chiave di esercizio personale. La vastità di
dimensioni assunta dalla diffusione spettacolare dello sport ha
sospinto molte imprese industriali e commerciali, per motivi
pubblicitari, a “sponsorizzare” squadre e singoli campioni: vale a
dire a offrire a tali soggetti rilevanti contributi finanziari in
cambio della loro adesione a forme di collegamento evidente tra la
propria immagine e quella dell’azienda
interessata
(denominazione della squadra con la ragione sociale dell’impresa,
apposizione del marchio di questa sulla maglietta dell’atleta o sul
suo strumento di gara, ecc.). Tale pratica, se da un lato consente
il finanziamento delle attività sportive, dall’altro apre la strada
a possibili speculazioni che potrebbero finire in futuro con
l’avvilire squalificare l’idea stessa dello sport.
Considerazioni ginecologiche
Si può fare sport durante la mestruazione?
La prestazione in sé stessa non viene influenzata, il più delle
volte, dal periodo mestruale. Tuttavia, vi è un notevole ambito di
variazione individuale. Sta di fatto che le atlete continuano ad
allenarsi e a gareggiare anche durante la mestruazione.
Le atlete tendono peraltro ad avere meno complicazioni associate
alla gravidanza e al parto, rispetto alle non sportive.
Le atlete possono gareggiare durante la gravidanza?
La gravidanza di per sé non sempre influisce negativamente
sull'attività sportiva e sulla prestazione fisica. Anzi, è spesso
vero il contrario: se non si hanno disturbi, l'attività sportiva ha
effetti positivi sulla gravidanza.
Quali effetti postumi ha il parto sulla prestazione sportiva?
Una prima indagine fu condotta sulle atlete che presero parte alle
Olimpiadi di Tokyo e che continuarono l'attività agonistica dopo il
parto. La ricerca attestò che queste migliorarono – nel 46 per cento
dei casi – i propri record alla fine del primo anno successivo al
parto. Studi successivi hanno confermato in seguito che la maternità
non limita di per sé la prestazione atletica.
| |