Per poter cucinare e mantenere i costi sotto controllo è sufficiente un pizzico di buon senso nell'acquisto della materia prima. Ecco alcuni consigli: Generalmente i banchi degli “ortolani” che vendono i propri ortofrutticoli nei mercati rionali hanno prezzi più bassi. Si riconoscono perché, per legge, non devono rilasciare scontrino fiscale Gli ortofrutticoli di II categoria (la categoria sta scritta sul cartello, che è obbligatorio) costano di meno e hanno la stessa qualità di quelli di categoria I o extra, che dipende soltanto dall’aspetto esteriore. Anzi, gli ortaggi molto grandi come peperoni, melanzane, pomodori, eccetera, che costano di più, possono essere stati trattati con sostanze ormonali (i cosiddetti “fitoregolatori”) che ne accrescono artificialmente il volume. Si può notare che gli ortofrutticoli biologici sono sempre più piccoli di quelli convenzionali, perché i fitoregolatori sono vietati. Se si fa la spesa nei mercati rionali a fine mattinata, i prezzi scendono per il timore dell’invenduto. Considerare gli scarti: i fagiolini costano più della bieta o del cicorione, ma lo scarto è minore. I mercati generali all’ingrosso sono aperti anche ai consumatori in determinati orari: si risparmia molto. Frutta e verdura di stagione costano meno perché l’offerta è abbondante. Nei supermercati procurarsi i depliant con l’elenco dei prodotti venduti sottocosto e delle offerte promozionali. Chiedere la “carta fedeltà”, che consente di fruire di più sconti. Andare con un elenco preciso della spesa e tenere presente che, se si va con i bambini, generalmente si spende di più perché chiedono prodotti non necessari. Valutare i prodotti posti in basso negli scaffali, che quasi sempre costano di meno. In molti supermercati è indicato il “primo prezzo” nella categoria di prodotti esposti, cioè quello più basso. Negli hard-discount si può risparmiare anche oltre il 30% di spesa comprando prodotti che, spesso, non sono qualitativamente inferiori a quelli di marca. Nei reparti carni di supermercati e hard-discount sono vendute fettine e altri tagli ricavati dal quarto anteriore di bovino, che costano meno e non sono qualitativamente inferiori a quelli del quarto posteriore, ma il consumatore è portato a diffidarne per il basso prezzo. Sono vendute anche parti come spuntature di maiale o ali di pollo che consentono un risparmio di spesa notevole. I salumi e i formaggi venduti già confezionati costano al chilo assai più di quelli venduti a taglio Leggere sempre il prezzo al chilo o al litro dei prodotti confezionati, che deve essere esposto obbligatoriamente e che è il solo che permette di fare giusti confronti. Le confezioni più grandi sono più convenienti perché costano di meno al chilo o al litro. Fra le acque minerali non c’è una sostanziale differenza qualitativa. A meno che non si abbiano particolari esigenze, tanto vale comprare quelle a prezzo più basso. |